Quali implicazioni ha la direttiva europea Green Homes sull'edilizia in Italia?

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14 agosto 2024

Angelica Donati, amministratore delegato di Donati SpA, illustra la Direttiva europea Green Homes recentemente approvata e le sue implicazioni per il settore delle costruzioni in Italia rispetto ad altri Paesi europei.

Mentre il settore edile evolve verso un futuro più sostenibile, le direttive dell'Unione Europea svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il panorama della responsabilità ambientale. La Green Homes Directive e la Waste Framework Directive, parti integranti degli ambiziosi obiettivi climatici dell'UE, stanno trasformando il modo in cui i paesi affrontano l'edilizia e la gestione dei rifiuti. Queste direttive mirano a ridurre il consumo di energia, tagliare le emissioni di carbonio e promuovere un'economia circolare, stabilendo un punto di riferimento per gli standard ambientali europei.

Per l'Italia, un paese ricco di architettura storica e diversità regionale, queste normative presentano un mix unico di sfide e opportunità. Guardando al futuro, comprendere la posizione dell'Italia all'interno di questo quadro normativo e trarre lezioni dalle esperienze di altri paesi europei sarà fondamentale per navigare in questa transizione verde in modo più efficace.

Direttiva UE sulle case ecologiche

La direttiva sulle case verdi dell'UE, parte della più ampia direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici (EPBD), mira a raggiungere un patrimonio edilizio a impatto zero entro il 2050. Impone emissioni zero per tutti i nuovi edifici entro il 2030 e per gli edifici pubblici entro il 2028. Considerato che gli edifici rappresentano circa il 40% del consumo energetico dell'UE e oltre � delle emissioni di gas serra legate all'energia dell'UE, questi obiettivi sono sia necessari che ambiziosi.

In Italia circa 12,5 milioni di edifici possono essere definiti "edifici storici", in quanto costruiti prima del 1945, presentando quindi ostacoli unici nell'attuazione della Direttiva sulle case verdi. Ristrutturare queste strutture storiche per soddisfare gli standard degli edifici a energia quasi zero (NZEB) è complesso e costoso. Inoltre, l'associazione nazionale edilizia italiana, ANCE, stima che il raggiungimento degli obiettivi della direttiva richiederà l'ammodernamento di 1,8 milioni di edifici residenziali nei prossimi 10 anni, con un costo stimato di 400 miliardi di euro. Inoltre, ANCE prevede che saranno necessari altri 190 miliardi di euro per portare gli immobili commerciali agli standard richiesti.

Imparare dai vicini europei

Confrontando l'esperienza dell'Italia con quella di altri paesi europei, emergono diversi fattori. Le aree geografiche del Nord Europa, con le loro economie solide e infrastrutture avanzate, sono meglio posizionate per conformarsi alle direttive quadro Green Home e Waste. La loro attenzione di lunga data all'efficienza energetica e alla gestione dei rifiuti stabilisce uno standard elevato per l'Italia.

Paesi come Norvegia, Finlandia e Danimarca sono in testa nel The Green Future Index 2023. Questi paesi danno priorità alla durevolezza e all'adattabilità, utilizzando materiali eco-compatibili che riducono al minimo l'impatto ambientale. La Norvegia, ad esempio, da tempo sostiene materiali edilizi a basse emissioni e componenti di origine biologica, stabilendo un punto di riferimento per le pratiche di costruzione sostenibili.

Al contrario, i paesi dell'Europa orientale come Bulgaria e Romania affrontano sfide significative a causa di vincoli economici e infrastrutture obsolete. Il loro PIL pro capite più basso limita gli investimenti in tecnologie abitative sostenibili e le inefficienze burocratiche ostacolano l'attuazione delle politiche. L'Italia può imparare da queste esperienze variegate adottando le migliori pratiche sia delle nazioni leader che di quelle in difficoltà.

Angelica Donati Angelica Donati, amministratore delegato della Donati SpA
Direttiva quadro sui rifiuti

La direttiva quadro sui rifiuti dell'UE è essenziale per promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti e un'economia circolare, con un impatto significativo sul settore delle costruzioni. Questa direttiva dà priorità alla prevenzione, al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero rispetto allo smaltimento, puntando a ridurre l'impatto ambientale dei rifiuti. Dato che il settore delle costruzioni è uno dei maggiori produttori di rifiuti, aderire a questi principi è fondamentale.

L'Italia è da tempo leader nell'economia circolare, estendendo questa leadership al settore delle costruzioni. Il Rapporto 2024 sull'economia circolare in Italia, presentato dal Circular Economy Network (CEN) e dall'ENEA, evidenzia il primato dell'Italia tra le cinque maggiori economie dell'UE in termini di performance in materia di economia circolare. Nel 2022, l'Italia ha raggiunto un tasso di produttività delle risorse pari a 3,70 � di PIL per ogni chilogrammo di risorse consumate, significativamente superiore alla media UE di 2,50 �/kg. Il tasso di utilizzo di materiali circolari in Italia è stato del 18,7%, dimostrando un forte impegno per il riciclo e l'uso di materie prime secondarie.

Nonostante questi successi, l'Italia deve affrontare delle sfide per mantenere la sua posizione di leadership. Il rapporto indica un periodo di stagnazione, con un consumo di materiali in aumento da 11,8 a 12,8 tonnellate pro capite negli ultimi cinque anni. Per sostenere e migliorare la sua economia circolare nel settore delle costruzioni, l'Italia deve investire in tecnologie di costruzione innovative, aumentare la consapevolezza pubblica delle pratiche sostenibili e promuovere una più forte collaborazione tra il settore pubblico e quello privato. È inoltre fondamentale ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche incorporando più materiali riciclati nei progetti di costruzione.

Un ponte tra tecniche tradizionali e moderne

L'integrazione delle tecnologie immobiliari e di costruzione offre un immenso potenziale per promuovere l'economia circolare e la gestione dei rifiuti nel settore edile, guidando l'Italia verso edifici più ecologici e sostenibili.

Le innovazioni Proptech, come i sistemi di smart building, possono migliorare l'efficienza energetica ottimizzando riscaldamento, raffreddamento e illuminazione in base a dati in tempo reale. Queste tecnologie possono anche monitorare lo stato di salute dell'edificio, prevedendo le esigenze di manutenzione, prolungando così la durata dei componenti dell'edificio. Contech, d'altro canto, comprende una gamma di tecnologie che rivoluzionano i processi di costruzione. Tecniche come la stampa 3D possono ridurre al minimo lo spreco di materiali creando con precisione componenti dell'edificio, mentre i droni e gli strumenti di project management basati sull'intelligenza artificiale possono migliorare l'efficienza del sito e ridurre il consumo di risorse.

Inoltre, è possibile unire le tecniche di costruzione tradizionali italiane a queste tecnologie innovative per bilanciare la necessità di ridurre le emissioni e gli sprechi preservando al contempo gli edifici storici. Un esempio di successo è l'uso di aggregati di calcestruzzo riciclato (RCA) nei nuovi progetti di costruzione, riducendo la necessità di materiali vergini e minimizzando gli scarti di costruzione. Le tecniche di costruzione modulare, che consentono il taglio e l'assemblaggio precisi dei materiali fuori sede, riducono anche significativamente gli sprechi.

Inoltre, i principi di progettazione passiva, come la ventilazione naturale e la luce naturale, da tempo utilizzati nell'architettura tradizionale italiana, possono essere integrati con sistemi di costruzione intelligenti per ottimizzare la qualità ambientale interna e il consumo di energia.

Man mano che gli impegni e le normative sulla sostenibilità globale si evolvono, continueranno a esercitare un'influenza diretta sui futuri progetti di costruzione e sulle tendenze infrastrutturali. Le tecnologie immobiliari e di costruzione svolgeranno senza dubbio un ruolo chiave in questo processo di modernizzazione. Pertanto, ridurre il consumo di energia, tagliare le emissioni di carbonio e promuovere un'economia circolare nel settore delle costruzioni è tanto inevitabile quanto logico. Il settore delle costruzioni deve continuare a innovare per garantire che i nuovi progetti contribuiscano agli sforzi globali per ridurre al minimo l'impatto del cambiamento climatico.

Informazioni sull'autore

Angelica Krystle Donati è l'amministratore delegato di Donati SpA, dove supervisiona la crescita dell'azienda nei progetti residenziali, commerciali e infrastrutturali. Donati è anche presidente di ANCE Giovani, la divisione giovanile dell'Associazione Nazionale Costruttori Italiani, dove promuove l'innovazione e la sostenibilità nel settore delle costruzioni. Inoltre, Donati è membro del consiglio di Terna SpA, che gestisce la rete di trasmissione nazionale italiana.

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